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Vuoi liberarti dal fumo? C’è qualcuno che ti prende in giro (ogni giorno)

In questo articolo voglio parlarti di una clamorosa presa per il cu…cuore, ai danni di chi fuma. Se poi stai pensando di smettere… sappi che questa presa in giro ti riguarda ancor più da vicino.

Parliamo di pacchetti. Sì, i pacchetti di sigarette.

Se fumi, ogni volta che prendi una sigaretta ti trovi davanti quelle immagini tremende sui danni del fumo. Certo, magari nascondi quelle immagini dietro a un porta-pacchetto colorato e simpatico… ma poco cambia. Anche se in modo minore, questa presa per i fondelli colpisce anche te.

Secondo te, per quale motivo vengono inseriti quegli avvisi sopra i pacchetti? Se la tua risposta è…

«per fare in modo che le persone capiscano i danni del fumo e quindi smettano»…

… bè, risposta esatta!

O almeno, queste sono le motivazioni ufficiali, stando ad ascoltare gli stati e i produttori di sigarette. Dunque, mettiamo delle simpatiche immagini di morte, malattia e compagnia bella… questo porterà di sicuro le persone a smettere di fumare… o almeno a fumare meno!

Questo il ragionamento che giustifica la presenza di quelle immagini da brividi.

Ma ora, un’altra domanda… quanto quelle immagini sono oggettivamente efficaci? È una questione ben diversa. Una cosa sono le motivazioni dietro una scelta… un’altra cosa è l’efficacia che quella scelta ha nel concreto. Giusto?

Cominci a capire dove voglio arrivare?

Il clamoroso risultato di uno studio di neuro-marketing sui pacchetti di sigarette

Anno 2004: nell’ambito di un’imponente ricerca di neuro-marketing*, costata 7 milioni di dollari, è stato effettuato un esperimento grazie ad alcuni volontari, tutti fumatori.

*In Wikipedia, il neuro-marketing è definito come “una disciplina che fonde il marketing tradizionale (economia) con neurologia (medicina) e psicologia (scienze comportamentali)” per capire cosa “accade nel cervello in risposta ad alcuni stimoli relativi a prodotti, marche o pubblicità.”

I volontari dell’esperimento venivano sottoposti a risonanza magnetica cerebrale, per vedere quali fossero le risposte del cervello a certi stimoli. Quali stimoli? Esatto, proprio le immagini e le scritte sui pacchetti.

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Prima della scansione cerebrale però, ai volontari veniva chiesto di rispondere ad alcune domande:

“Sei influenzato dagli avvertimenti sui pacchetti di sigarette?” 

A questa domanda, la maggior parte dei volontari rispondeva “SI”

“E fumi di meno per questi avvertimenti?” 

Anche qui, gran parte dei volontari barrava sulla casella del “SI”.

Ma il cervello, invece, cosa rispondeva? Qual era la VERA RISPOSTA a quelle domande? Secondo te? Bè, dalle scansioni cerebrali è emerso qualcosa di clamoroso.

GLI AVVERTIMENTI SUI PACCHETTI DI SIGARETTE NON FUNZIONANO!

Quelle scioccanti fotografie e quegli avvisi scritti… non fanno passare la voglia di fumare. Efficacia? Zero assoluto.

Ma attenzione perché ora arriva la vera presa per il cu…quadro.

Non solo quegli avvisi non sono efficaci, ma per di più stimolano in modo intenso una certa area del cervello, il nucleus accumbens. Embè?

Il nucleus accumbens viene chiamato anche “centro del desiderio”. In altre parole, si tratta di una catena di neuroni che si attiva quando desideriamo qualcosa.

Alcol? Tabacco? Sesso? Gioco d’azzardo? Sì, il nucleus accumbens si attiva in tutti questi casi. Per di più, quando viene stimolato, richiede dosi sempre più alte per essere soddisfatto.

“Le etichette dissuasive non solo non riuscivano a distogliere dal fumo – ma, attivando il nucleus accumbens, di fatto incoraggiavano i fumatori ad accendersi una sigaretta. Non potevamo fare a meno di concluderne che quelle stesse etichette di avvertimento sui pacchetti di sigarette, che dovevano dissuadere dal fumo, ridurre i tumori e salvare vite, erano diventate invece un formidabile strumento di marketing per l’industria del tabacco.” Martin Lindstrom, Neuromarketing

Una buona motivazione, ma un’efficacia pari a zero. Anzi peggio, un effetto controproducente. Come se ogni giorno andassi a correre per dimagrire… e poi in un mese di corsa mettessi su 20 kg!

Perché, invece, sui pacchetti non scrivono che…?

Ogni tanto mi chiedo: ma se invece di quegli avvisi – che non funzionano – scrivessero che smettere di fumare rende più felici? O che liberarti dalla dipendenza migliora la tua autostima e la tua capacità di gestire lo stress? Cosa potrebbe succedere?

Io al momento non ho 7 milioni di dollari da investire per scansionare il cervello alla gente… però ecco, sono convinto che l’efficacia del messaggio potrebbe essere ben diversa.

Cosa dici, a quei simpatici burloni che producono le sigarette potrebbe interessare una proposta del genere? Dai ragazzi, anche solo per provare a lavarvi un po’ la coscienza! Che poi, davvero vuoi dirmi che dal 2004 ad oggi nessuno gli ha parlato dei risultati di questo studio? Nessuno gli ha detto “Ehi, bella cazzata!”? Vuoi dirmi che non gli è proprio arrivato all’orecchio?

Dai, non prendetemi per il cuore di nuovo o mi viene un infarto.

Dunque, riassumendo: la sola visione degli avvisi riportati sui pacchetti di sigarette, attiva nel tuo cervello la voglia di fumare (ciò che accade davvero), anche se quegli avvisi dovrebbero motivarti a smettere (le balle che ci raccontano).

Cosa puoi fare tu, in questo scenario, per liberarti dal fumo?

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Bè e dunque? Ok, io mi sono divertito un po’ con qualche provocazione verso i produttori di sigarette… ma a cosa serve puntare il dito? A niente, quelli è già tanto se non te lo tagliano, il dito!

Anche la soluzione, oltre al problema, è dentro il nostro cranio.

Per liberarti dalla dipendenza infatti, puoi passare dalla trasformazione del cervello. Sapevi ad esempio che puoi rafforzare l’area del cervello da cui dipende la tua capacità di auto-controllo? E che allo stesso tempo puoi moderare l’attività dell’area cerebrale da cui dipende la tua percezione dello stress e le risposte istintive?

Non c’è bisogno che ti spieghi quanto può esserti utile avere più autocontrollo ed essere meno stressato, per smettere di fumare, giusto? 🙂

Ma la bella notizia è che, per ottenere questo risultato, non devi fare chissà che robe strane… Sono sufficienti dei semplici esercizi quotidiani.

Ora, so che alcuni propongono complicate visualizzazioni e meditazioni da 2 ore al giorno che dovrebbero farti smettere, ma gli esercizi di cui ti parlo io sono semplici per davvero. Sono sufficienti 10, massimo 15 minuti al giorno.

Questi esercizi fanno parte del mio Percorso di Trasformazione, un percorso individuale di 10 sessioni, in cui ti seguirò passo passo per aiutarti a smettere di fumare in modo spontaneo, anche se adesso non hai abbastanza forza di volontà.

Vuoi provare il Percorso? Puoi prenotare una sessione gratuita con me, della durata di 1 ora. Scrivimi su Whatsapp oppure compila il modulo apposito.

Alla tua Libertà,

Giulio

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