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Come uscire dalla trappola dello stress quando si smette di fumare

Stress, nervosismo, ansia… Chi mi racconta di un tentativo di smettere di fumare andato male, mi parla spesso di questi sintomi.

Dopo questa esperienza, molte persone rinunciano in partenza a ri-provarci. Sono convinte che, senza sigarette, saranno costrette a soffrire e a lottare ogni giorno con la voglia di fumare.

Magari anche tu hai già provato a smettere, ma hai preferito ricominciare perché stavi troppo male senza sigaretta…

Ma è davvero così per tutti? Per liberarsi dal fumo bisogna per forza soffrire? E se invece fosse “solo” un problema di strategia e di mancanza di consapevolezza?

In questo articolo ti darò una chiave per superare con successo il problema dello stress quando si smette di fumare. È infatti possibile liberarsi dalla dipendenza, senza dover soffrire le pene dell’inferno. Serve un grande impegno, certo… ma quando impari una strategia efficace per superare indenne l’astinenza da nicotina, puoi davvero liberarti dal fumo in modo spontaneo e una volta per tutte.

Dunque tieniti forte, perché grazie a ciò che troverai in questo articolo potrai:

  • ridurre la voglia di fumare che ti assale quando smetti, quasi fino ad eliminarla
  • percepire molto prima i benefici della tua liberazione dal fumo

La trappola dello “stress oggettivo”: un grande nemico per chi smette di fumare

Mi trovo davanti al direttore di un’agenzia di assicurazioni. Mi racconta che, da quasi un anno, vuole smettere di fumare. Le ha provate tutte.

Tra le varie cose, ha tentato anche con il famoso libro È facile smettere di fumare se sai come farlo. Ma, oltre a fumare il doppio durante la lettura, dopo averlo finito non ha smesso. Ha poi provato con delle sedute di agopuntura… ma niente. Mi racconta che è stanco di fumare, ma è troppo stressato. Nelle sigarette trova il suo unico rimedio allo stress e alla frenesia della sua vita.

Magari anche tu vivi una situazione simile. Il lavoro, la famiglia, le varie preoccupazioni e quei pensieri che giocano a flipper nella tua mente… Tutto ciò ti stressa e vedi la sigaretta come il tuo unico spazio di pace. E quindi no, non riesci a smettere.

Sai qual è la prima cosa da fare per superare questa situazione? Devi uscire dalla grande illusione, dal malefico inganno dello “stress oggettivo”!

Chi si lamenta per il troppo stress cade in questa trappola. Una cosa sono infatti gli stimoli stressanti. Altra cosa è invece il TUO modo di percepirli e reagire ad essi.

In altre parole, lo stress quando si smette di fumare non è qualcosa di oggettivo, ma è qualcosa che percepiamo in modo soggettivo. È vero, esistono eventi e situazioni che sono oggettivamente stressanti… ma il tuo potere a riguardo è molto più grande di ciò che potresti pensare.

Il tuo modo di reagire agli stimoli stressanti (stressor) e dunque di percepire lo stress, dipende infatti da te al 100%.

Sì, forse in un certo senso lo sapevi già. Ma nel tuo quotidiano stai vivendo davvero secondo questa prospettiva? Oppure ti lamenti per ciò che ti stressa, come se fosse qualcosa di oggettivo, dicendo che… in fondo… farebbe innervosire chiunque? Quante volte cadi nella trappola dello stress oggettivo?

Per carità, ogni tanto può capitare a tutti. Ma se vuoi davvero smettere di fumare, devi porre rimedio a questa situazione. Non ti puoi più permettere di farti intrappolare.

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Dunque, per quale motivo specifico, di fronte ad un identico stressor, una persona va in crisi e comincia a star male, mentre un’altra riesce a mantenere la calma e la lucidità?

Che cosa cambia tra una persona e un’altra?

E che cosa determina la TUA reazione allo stress (e alla voglia di fumare)?

Divertiamoci un po’ con una storia-esempio. Ho scelto un protagonista d’eccezione… sei tu!

Il primo giorno senza sigarette – Versione A

Una sera, dopo l’ennesima giornata all’insegna di colpi di tosse e catarro che fa lo yo-yo in gola… decidi di smettere. Spezzi le ultime sigarette rimaste dentro al gabinetto, tiri l’acqua e vai a dormire.

Riapri gli occhi nel tuo letto… ma sono le 9:00! La sveglia non ha suonato, dovevi essere in ufficio alle 8 30!

STRESSOR!

Ti metti i primi vestiti che trovi e ti infili in auto entrando con un salto dal finestrino da far invidia al duca di Hazzard.

Uno stimolo esterno, un imprevisto come la sveglia che non ha suonato, ha creato una situazione spiacevole.

Mentre sei in auto, cominci a lamentarti e a maledire il mondo per la tua sfortuna. Doveva succedere proprio oggi, il primo giorno senza sigarette? Proprio oggi la sveglia non doveva funzionare?

Sei sempre più nervoso e ti sei già convinto di esserti rovinato l’intera giornata. Inizia a girarti un pensiero in testa… «Se solo potessi fumare…»

Sì, inizi a pensare che solo una sigaretta possa “salvarti” dal nervosismo che provi. Eppure vai avanti per la tua strada e arrivi al lavoro senza fermarti al tabacchi.

Continui però a pensare che tutta la giornata sia già compromessa. Tanti altri piccoli stressor ti mettono in difficoltà, ti trascini per miracolo fino all’ora di pranzo ma dentro di te continui a fare a pugni con lo stress e la voglia di fumare. Superi in qualche modo anche il pomeriggio, esci dall’ufficio e parti verso casa con la tua auto.

D’un tratto però, ti accorgi di aver dimenticato il cellulare al lavoro. Un altro stressor. Ti lamenti ancora. Interpreti la tua difficile giornata come un destino: senza sigarette sei troppo nervoso. Lo stress ti assale… e quasi arrivi a pensare che non fumare ti porti sfiga! Sei arrivato al punto di rottura, adesso è troppo!

Prima di risalire in ufficio, ti fermi al tabaccaio. Fumi una sigaretta, convinto che ti faccia star meglio. Sì, ti senti un po’ in colpa, ma vista la giornata che hai passato ne valeva la pena. D’altronde, mica si può vivere così no? Servirà pure un rimedio contro lo stress…

Ti suona familiare questa storia?

Ok, forse l’ho un po’ estremizzata e ho abbondato con l’ingrediente sfiga 🙂 ma era necessario per portare avanti l’esempio.

Troppo stress quando si smette di fumare? Tutta questione di filtri

Ora, ti faccio una domanda. Che cosa credi che abbia determinato l’aver fumato alla fine della giornata?

  • La sveglia che non ha suonato?
  • L’arrivare con più di un’ora di ritardo al lavoro?
  • L’aver dimenticato il cellulare?

Certo, non è che ti abbia trattato bene in questa storia-esempio. In effetti sono situazioni spiacevoli. Ma era destino fumare alla fine della giornata?

Era destino iniziare a lamentarsi dalla mattina e pensare che solo una sigaretta avrebbe potuto salvarti? Era destino arrivare alla conclusione che senza sigarette sei troppo nervoso e che sei stato beccato dalla sfortuna?

No. Anzi, è stato proprio il tuo modo di reagire agli stressor che ti ha portato a fumare e a fallire il tentativo per l’ennesima volta.

Quindi, ti rifaccio la domanda iniziale… che cosa determina il fatto che, di fronte ad un identico stressor, una persona va in crisi e un’altra riesce a star calma?

Bè, è tutta questione di filtri. Ognuno usa dei filtri mentali differenti, soggettivi. Questo ha un impatto decisivo sulla percezione dello stress.

Infatti, gli unici elementi oggettivi nella storia sono gli stressor esterni (la sveglia che non suona, il cellulare dimenticato ecc.). Tutto il resto invece, è stato frutto di una tua personale interpretazione e valutazione degli eventi. È stato il tuo modo di pensare agli eventi che ha poi inciso negativamente sul tuo livello di stress e sulla voglia di fumare, fino ad arrivare al “punto di rottura”.

“Lo stress è il prodotto di un atto cognitivo: la valutazione.” (Daniel Goleman)

Questo è il punto di partenza. Noi interpretiamo la realtà attraverso dei filtri soggettivi, ma spesso confondiamo la nostra personale interpretazione con la realtà stessa.

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Già diventarne pienamente consapevoli è un passo da giganti.

Ma la bella notizia è che, diventando consapevole del filtro che usi, dopo puoi modificarlo. L’ auto-consapevolezza è la chiave di tutto.

Usi il filtro “sbagliato”? Quando smetti di fumare, percepirai lo stress come una dannazione infernale e, prima o poi, con molta probabilità ricomincerai. Ma nel momento in cui te ne accorgi, puoi cambiare filtro ed usarne uno più funzionale. Risultato? Le tue probabilità di smettere una volta per tutte schizzeranno alle stelle!

Questo accade anche perché, come dimostrato da molti studi, tra cui ad esempio quelli della neuroscienziata Candace Pert, il tuo modo di pensare influenza la tua biochimica.

Anche qui, a seconda del filtro che usi potresti ritrovarti il corpo inondato di ormoni che ti complicano la vita, come il cortisolo e la noradrenalina, gli ormoni dello stress appunto… oppure potresti “regolare” ciò che accade nel tuo corpo, così da percepire lo stress e la mancanza della nicotina in modo molto ridotto.

Pensi che solo con una sigaretta riuscirai a rilassarti? Il tuo corpo si agiterà finché non fumerai.

Pensi invece di poter convivere con quel nervosismo perché è solo temporaneo e se ne andrà presto? Il tuo corpo ti seguirà e lascerà andare lo stress e la voglia di fumare molto prima.

Primo giorno senza sigarette – Versione B

Tosse, catarro che fa lo yo-yo, decidi di smettere, sigarette nel gabinetto, vai a dormire.

Mattino. La sveglia non ha suonato. STRESSOR!

Sei in ritardo di un’ora. Sì, per un attimo pensi che tutto sarebbe stato più facile se la sveglia avesse suonato.

Ma ti rendi conto che pensarla così ha poco senso e non ti è utile. Inizi allora a interpretare l’accaduto come una messa alla prova. Come se la vita ti avesse dato da subito un’occasione per testare la tua motivazione e la tua determinazione nel liberarti dal fumo. Vederla così ti dà forza. Sì, senti la presenza della voglia di fumare, ma fai un paio di respiri profondi e ti ripeti che passerà presto. Ricordi a te stesso che è solo un momento di passaggio, che finirà presto… che ti basterà non fumare per una settimana circa e la fase più difficile sarà solo un ricordo. Neanche te ne accorgi e la voglia di fumare è già sfumata.

Quanto cambiano le cose indossando dei filtri diversi?

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Attenzione, perché gli stressor sono uguali identici. La sveglia non suona, sei in ritardo… e sì, ti dimentichi anche in questa versione il cellulare in ufficio.

Torni indietro, ma ancora una volta usi il filtro adatto per portare avanti la tua decisione. Percepisci un po’ di nervoso e senti la voglia di fumare, ma inizi a ripeterti che è un’occasione per testare quanto sei determinato questa volta… inizi a pensare a quando ricorderai questo momento fra qualche giorno. Sei orgoglioso di te stesso. Questo cambia tutto. Gli stressor e le “sfighe” acquisiscono tutt’altro significato e la voglia di fumare perde potere.

Stessi stimoli stressanti, ma filtri diversi. Vediamo un riepilogo di cos’è successo.

VERSIONE A: identico stressor A (la sveglia che non suona) → filtro della lamentela e della sfiga → lo stress aumenta a dismisura, la voglia di fumare diventa un mostro, sei nervoso tutta la giornata → identico stressor B (cellulare dimenticato) → filtro della lamentela e della sfiga → punto di rottura (ora basta!) → il tuo tentativo di smettere va a p… prendere le sigarette.

VERSIONE B:  identico stressor A (la sveglia che non suona) → filtro della “messa alla prova” e del “passerà presto” → percepisci lo stress e la voglia di fumare come qualcosa di passeggero →  identico stressor B (cellulare dimenticato) → filtro della “messa alla prova” → iniezione di forza, autostima e determinazione→ mantieni la tua decisione di smettere, torni a casa con una grande carica ed un precedente potenziante per la giornata successiva.

Dunque, ripensa all’ultima volta in cui hai provato a smettere…

… come hai risposto agli stressor e alla voglia di fumare? Che filtri mentali indossavi? E a che risultato ti hanno portato?

E ora? Che filtri stai indossando?

Ricorda: lo stress quando si smette di fumare non è oggettivo. A seconda di come interpreti gli stressor esterni, puoi influenzare la voglia di fumare e le tue probabilità di successo. Indossa i filtri mentali giusti e il tuo percorso sarà più semplice e potrai liberarti dal fumo una volta per tutte.

Fai attenzione però! Una cosa è leggere un articolo, una cosa è applicare nella pratica. Ti sarai forse già accorto che “cambiare i pensieri”, cioè i filtri che usi… non è sempre così facile. Diventa ancora più difficile quando ti assale la voglia di fumare. A volte, forse, non riesci proprio a pensare ad altro.

Detto in altre parole, non è così immediato e scontato indossare filtri diversi. In un momento di stress e/o di nervosismo, la razionalità spesso passa in secondo piano, come spiego in modo approfondito nella mia guida gratuita L’innocenza della sigaretta – Le 3 inconfessabili verità che ti impediscono di smettere.

Se lo vorrai, nel mio Percorso di Trasformazione ti darò le indicazioni per mantenere la lucidità anche quando arriva la voglia di fumare e ti guiderò nell’indossare i filtri che funzionano per te. Inoltre, imparerai a mettere in pratica la Volontà senza Sforzo, un principio contro-intuitivo grazie a cui potrai così liberarti dalla dipendenza in modo spontaneo e una volta per tutte, anche se pensi di non avere abbastanza forza di volontà.

«Avevo già provato a smettere diverse volte vivendo un grande conflitto interiore e una grande tristezza, quindi avevo diversi dubbi prima di iniziare il corso con te. I tuoi esercizi mi hanno dato un punto di vista completamente diverso. È cambiato il mio modo di vedere la forza di volontà e grazie a questo sono riuscita a smettere.»
eleonora testimonianza
Eleonora G.
Counselor

Alla tua Libertà,

Giulio

P.S. La prima sessione del mio percorso è gratuita, vuoi provare? Scrivimi su whatsapp cliccando qui oppure compila il modulo apposito o se preferisci usa l’icona della chat in basso a destra.

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